A cura di Angel Moya Garcia
Fino al 27 settembre 2025
Tenuta Dello Scompiglio
La forza espressiva e comunicativa della pratica della Stocker risiede sicuramente nelle sue grandi installazioni ambientali, in cui l’immersione fisica del fruitore è pressoché totale e l’esperienza davvero coinvolgente. Come quella provata all’interno dell’installazione site-specific per lo spazio principale Dello Scompiglio.

Considerato uno stigma sociale invalidante e misura della nostra incompetenza e incapacità, ciò che l’artista crea è un nuovo senso dell’esperienza dell’errore. All’interno di questo spazio altro, l’intera esperienza è enfatizzata grazie all’esplorazione di “paradossi formali e di spostamenti nell’equilibrio ottico.”

Se da una parte, l’immensa e apparentemente interminabile serie di “linee ortogonali origina una sequenza di elementi geometrici regolari” e ripetitivi con un ordine e un ritmo inattaccabili propri della normalizzazione, dall’altra questa “viene sovvertita dall’intrusione” di moduli irregolari, che rappresentano “anomalie o eccezioni”, ovvero metafora della violazione della norma.

Grazie alla costruzione semplice e minimale di “un grande reticolato di nastro adesivo nero su fondo bianco, che ricopre completamente l’ambiente” attraversabile, vagabile, errabile, ho potuto esperire la sensazione di pluralità e apertura alle possibilità dell’errore, piuttosto che quella del fallimento di non riuscire a stare nella regola. L’artista riesce così nell’intento di suggerire al fruitore nuove prospettive scaturenti dall’accettazione, appunto, della “proficuità dell’errore, come fonte di informazione, conoscenza e apprendimento” in quanto dispositivo di “modifica della struttura dei neuroni”, in grado di creare “nuove e inedite connessioni tra l’essere umano e la realtà circostante”.

Squisite metafore di quell’allontanamento dai principi logici, sono le opere pittoriche decisamente più contenute per dimensioni, ma molto più varie nelle declinazioni estetiche e di rappresentazione dell’errore, esposte nella sala adiacente.

Crediti fotografici: Courtesy Associazione Culturale Dello Scompiglio, ph Leonardo Morfini
