Saggi | I Consigliati 2019

Realismo capitalista – Mark Fisher | NERO Editions

Inventare il futuro – Nick Srnicek e Alex Williams | NERO Editions

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Inventare il futuro. Per un mondo senza lavoro Nick Srnicek e Alex Williams Nero editions @nero_editions . Questo #saggio l'ho letto in occasione della collaborazione che avevo iniziato a fine 2018 con l'artista @guidosegni per la costruzione della sua prima personale italiana, realizzatasi poi a inizio di quest'anno a @adiacenze di Bologna. È proprio su questo #libro, infatti, che ha sviluppato #demandfulllaziness il progetto artistico a lungo termine con cui, seguendo le tematiche del saggio applicate in campo artistico, riflette sul diritto alla #pigrizia e sul raggiungimento della #pienaautomazione nella #creazioneartistica per un mondo dell'arte in cui a rimanere centrale è l'idea dell'artista mentre alla #programmazionealgoritmica è demandata la materializzazione di quell'idea, non tanto per avere più tempo libero per poltrire (questo aspetto è provocatorio nel progetto fin dal titolo), ma per sperimentare la creazione delegata di un'opera e per dare una possibilità all'opera oltre le capacità fisiche dell'artista. Un progetto importante dal punto di vista concettuale, ma concordo con gli autori del libro quando scrivono che a un cambiamento del genere è imprescindibile che ci sia un cambiamento della visione che si ha del lavoro dal punto di vista culturale, economico e politico, perché l'egemonia attuale neoliberista ha sempre orientato il pensiero del popolo verso una visione individualista, competitiva e capitalista, per la quale la nostra identità può connotarsi soltanto attraverso il lavoro. Va da sé che il disoccupato come il pigro acquistano valore negativo e discriminante. Ad oggi sono pochi gli artisti sperimentali con progetti di questo tipo, ma più volte mi sono chiesta, sorridendo, come possano concepirli i ben pensanti, visto che nella nostra società, soprattutto italiana, anche la figura dell'artista non ha mai goduto di buona reputazione, ritenuto sempre un fannullone o nulla facente. Figuriamoci poi uno che delega il lavoro di creazione a un algoritmo programmato! 😁😉📚

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L’ordine del tempo – Carlo Rovelli | Adelphi

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L'ordine del tempo Carlo Rovelli 2017 Adelphi @adelphiedizioni . Questo libro è un viaggio di andata e ritorno; verso la spiegazione di un Universo senza tempo per tornare poi a un mondo in cui esiste la nostra percezione del tempo. Il tempo è un mistero legato ad un altro grande mistero, quello della nostra coscienza. A noi comuni mortali basti sapere che il tempo, così come lo conosciamo, è "un'approssimazione di un'approssimazione di un'approssimazione di una descrizione del mondo" dalla nostra prospettiva. La nostra "immagine" del tempo è "ingenua" e risiede in noi sottoforma di memoria e come anticipazione, ed è grazie ad esse che noi sentiamo il fluire del tempo. Un'immagine, per noi piccoli esseri rispetto alla complessità del mondo e dell'Universo, adatta quanto basta per vivere la nostra quotidianità, ma "non adatta a comprendere il mondo". In fisica lo spazio non è dato a priori, ma generato dalle relazioni fra gli avvenimenti, che in tale spazio non sono ordinati nelle forme di passato, presente e futuro, ma si "accalcano caotici". È con questa doppia visione del tempo, dal punto di vista fisico e da quello esistenziale, che ho iniziato a vedere la serie tv Dark; il perché abbia iniziato a vederla, tengo a dire che sta invece nella colonna sonora con il tridente di ferro Ben Frost, Teho Teardo&Blixa Bargeld e Apparat. In Dark ho avuto l'impressione che si voglia tentare di suggerire sia una visione umana del tempo che una fisica, in un eterno loop di cortocircuiti nella comprensione, andando a minare le nostre certezze. Come ad esempio il fatto che il passato si possa cambiare nel futuro e che se qualcosa dal futuro è portato nel passato di quel qualcosa se ne perderà l'origine. Il tutto suggerendoci dapprima di domandarci non il "come", ma il "quando" una cosa accade, poi lasciandoci sospesi nella riformulazione della domanda, ovvero non "quando", ma "dove" . . . #carlorovelli #lordinedeltempo #adelphi #darkserie #tempo #spazio #fisicaquantistica #saggio #libri #books #libro #book #consiglidilettura #bookstagram #booklover #ilovebooks #bookporn #leggo #ioleggo #libridaleggere #leggere #inspiring #instabooks #reginadelvinavil #RDVblog #myreadinglist

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6/5 – Alexandre Laumonier | NERO Editions

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Alexandre Laumonier 6/5 Collana Not di @nero_editions 2018 Un saggio che si legge come un romanzo sulla storia dei mercati azionari, dalla loro nascita nella primordiale Chicago, prima ancora che diventasse la Windy City dove ancora lo scambio merci era fisico, fino ad oggi, in cui un manipolo di algoritmi dai nomi da spionaggio industriale, controllano la finanza. Una storia ricca di intrecci, colpi di scena, relazioni (pericolose?) impensabili tra fisica, calcolo delle probabilità, gioco d'azzardo, finanza e nuove tecnologie. Una spy story, poco immaginata e molto comprovata da fatti narrati da un algoritmo di nome Sniper (anche il nome del blog dell'autore diventato imprescindibile per lo studio dei flussi economici attuali). È però il rapporto che ne emerge tra uomo, algoritmo e finanza e come è raccontato ad avermi attratta nella lettura. Questo libro infatti è cascato a fagiuolo, proprio mentre stavo curando il progetto espositivo di Guido Segni @guidosegni, poi esposto a @adiacenze questo febbraio (link in bio), ed è stato illuminante nella misura in cui ha trattato quel rapporto che ho messo in parallelo con quello tra artista, algoritmo e opera d'arte, permettendomi di pormi alcuni interrogativi e capire meglio fin dove arriva l'uomo/artista e dove comincia la pratica algoritmica finanziaria/artistica. Talvolta in tutto il racconto sembra che algoritmi e macchine a un certo punto agiscono per conto proprio ribellandosi, ma è tutta un'illusione. Dietro la programmazione algoritmica sta l'uomo e la sua idea ne indica il "comportamento". L'idea creatrice dell'artista determina l'intenzione della pratica algoritmica, quindi la sua finalità Se un giorno le macchine "decidessero" di assoggettare l'uomo forse sarà solo perché egli non avrà avuto una vision migliore né delle loro possibilità né di sé stesso . . 📚 #myreadinglist #libridaleggere

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METADATA GALAXIES | Kabul Magazine

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